martedì 10 ottobre 2017

Baby driver - il genio della fuga


Credo che mio padre, sotto sotto, sia sempre stato un po' dubbioso del mio andamento, soprattutto da adolescente. Uno dei pochi punti in comune che abbiamo è che a nessuno di noi due piace il calcio, sennò siamo proprio agli antipodi. Credo che gli sarebbe piaciuto avere almeno un figlio in grado di abbandonare i cartoni animati dopo la terza media, che faceva la conta delle sue conquiste il sabato sera, che gli chiedeva di vedere insieme i film d'azione e non quelle pippate coreane, ma soprattutto, uno che come lui avesse la passione per l'Alfa Romeo, che personalmente conosco quasi esclusivamente grazie a Paolo Bitta. Soprattutto per i motori, perché a me di auto e moto interessa poco o nulla, tanto che ho sempre trovato noioso un film come Fast and furious proprio per il feticismo che sta dietro le quattroruote - non a caso mi piace Drive e ho scoperto da poco che Refn manco ha la patente - motivo per il quale non credo scriverò mai una recensione su quella saga. Figuratevi che le poche marche automobilistiche che conosco sono principalmente quelle che ho avuto, sennò a occhio non saprei riconoscere i vari modelli. Ma vabbeh, che il mio livello di virilità non fosse proprio nei parametri della scala Eastwood ve ne sarete accorti da tempo.

Baby è un prodigio al volante e per riscattarsi di un vecchio debito con un pezzo grosso della malavita offre la sua abilità per assicurare la fuga dopo vari colpi. Quando però incontra una ragazza che gli fa pensare a un futuro diverso, qualcosa cambia, ma quella sua visione non può continuare con la solita vita che conduce...

Parli di Edgar Wright e subito pensi alla Trilogia. Ed è strano come le trilogie abbiano segnato il campo cinematografico, ma quella creata dal piccolo genio inglese era destinata ad avere tutto questo riscontro. Perché quella del Cornetto (Shawn of the dead, Hot fuzz e La fine del mondo, chiamata così dai fan per la presenza di un Cornetto Algida in ognuno dei lungometraggi) non era solo un trittico di film estremamente divertenti, ma una vera e propria operazione scatologica che smontava i meccanismi dei vari generi (horror, action e fantascienza) per creare delle pellicole che offrivano uno spunto di lettura (quello della crescita e della coscienza di sé, principalmente) anche prese come operazione a sé stante. In mezzo a quella c'è stato Scott Pilgrim vs the world, che a me non ha entusiasmato parecchio per diversi motivi, insieme al naufragato progetto di Ant-man che ha mandato in bestia il nostro, fino ad arrivare a questo Baby driver. E qua viene la domanda da un milione di dollari: dopo tre film come quelli che ti hanno reso famoso, cos'altro potevi fare, tenendo conto che per me il secondo è forse uno dei più divertenti che ho mai visto? Molto semplicemente, ti rilassi, senza dimenticare di mostrare con la naturalezza che solo ai grandi riesce che sei un tipo con le palle quadrate. Perché alla fine Baby driver è un film come tanti che se non fosse per la grande firma che porta non mi avrebbe interessato molto, ma ironicamente è proprio l'occhio e la mente dietro la cinepresa che riescono a elevare una storia che in altre mani sarebbe riuscita a passare davvero inosservata. Anche qui, "semplice" scatologia. Una di quelle analisi che o ti interessi in maniera particolare all'argomento, o altrimenti rischi pure di annoiarti un poco e di non capire come mai possa esserci gente così entusiasta di una cosa che a te sembra semplicemente normale, come tante altre. Perché chi vuole vedere un bel film (ma cos'è un "bel film", alla fine?), una pellicola in grado di offrire una storia interessante e degli argomenti sui quali riflettere senza andare in troppe complicazioni, rischia di rimanere deluso. Baby driver, in tutta onestà verso se stesso, non ha l'ambizione di essere un capolavoro, non vuole analizzare un genere come aveva fatto il suo autore in passato, racconta unicamente una storia che permetta di passare una durata canonica in allegria, ma mai col cervello totalmente spento, dando degli sviluppi totalmente in linea con quello che il genere permette e delle battute sostenute che non scadono mai nella volgarità. Da quel punto di vista, il film funziona e pure alla grande. Ma cosa lo eleva dalla comune massa dei film ben fatti, oltre che di film ben fatti - tanto per attaccarci a una frase standard - se ne fanno sempre meno? Baby driver nella sua semplicità parla di crescita, parla di prendere in mano la propria vita e di scegliersi il proprio destino, solo che in tutto questo c'è un rapporto con la musica che lo differenzia da molte altre pellicole che le sette note le usano solo per accompagnare le scene. Wright ha scelto bene i pezzi da usare, ancora prima di iniziare le riprese, ed ha proprio scandito il ritmo delle scene in base alle musiche scelte, ballando col montaggio in una maniera perfetta. Non c'è un fotogramma fuori posto e sembra incredibile che sia riuscito a fare dei piani sequenza così rocamboleschi solo per rispettare la sequenza sonora. E in tutto questo riesce a far provare empatia col protagonista, col suo sogno a occhi aperti, tanto che verso la fine avevo il fiatone con lui. In tutto questo, ti godi anche le corse con le macchine, cosa che solitamente ti annoia, e dalla mia posso dire che anche questo è stato un piccolo miracolo. Oltre al fatto di aver visto qualcosa di un Autore (notare la A maiuscola) che non scende mai a compromessi, come ci ha già dimostrato il suo curriculum.

Scanzonato, divertente, diretto da Dio, con un ritmo che non cala mai e degli attori superbi (Jon Hamm e Kevin Spacey... ne vogliamo parlare?). Correte Sgommate a vederlo!


Voto: ★ ½

12 commenti:

  1. Edgar è uno dritto, mi piace..la sua trilogia personale spacca generi mi e piaciuta in particolare Hot Fuzz. Se come per Drive di Refn, questo film trae spunto almeno di base da The Driver di Walter Hill per poi rileggerlo in una sua ottica prettamente personale...allora sarà una visione veramente godibile..

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    1. Avevo letto qualcosa di simile in merito, ma non ne sono sicurissimo. Posso dirti solo che coinvolge ;)

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    2. Edgar Wright ha rivelato un interessante dettaglio relativo alla collaborazione con Quentin Tarantino in occasione delle fasi che hanno portato alla realizzazione del film Baby Driver - Il genio della fuga. Nel commento audio presente nei Dvd e Blu-Ray il filmmaker svela infatti che l'amico e collega aveva letto la sceneggiatura del progetto e aveva proposto la canzone Deborah di Dave Edmunds per la sequenza in cui si introduce il personaggio interpretato dall'attrice Lily James. Wright, tuttavia, non la considerava adatta all'atmosfera della sequenza perché il brano parla di una donna che si comporta in modo negativo: "Ho pensato 'Non so se voglio utilizzare questa canzone'". La scelta è quindi ricaduta su Deborah di T.Rex, brano considerato ben più in linea con la giovane che attira l'attenzione di Baby.

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    3. Grazie mille dell'infornata, bro! :D purtroppo di musica ne so ancora meno che di cinema, quindi dettagli così sono graditissimi! ^^'

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  2. Aggiungo solamente Amen, perché tanto hai già detto tutto tu alla perfezione ;-)
    Sembra un hesit movie con gli inseguimenti, sembra una storia d'amore, in realtà è il più bel film sulla musica uscito di recente.
    Mi sono riconosciuto molto nell'ossessione del protagonista per avere sempre il pezzo giusto al momento giusto. A proposito di giusti, Wright è uno di questi. Cheers!

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    1. Wright deve essere di un altro mondo. Solo lui può essere così professionale senza prendersi minimamente sul serio - anche se il suo instagram è vagamente nonsense.

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  3. Divertentissimo. Wright è un grande!

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    1. Sì. Un film che mi ha risollevato una giornata intera.

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  4. Solo un genio poteva realizzare un musical a quattro ruote camuffandolo da action. E io anche solo per questo amo Wright di un amore sconfinato.

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    1. Lui si merita di non rimanere single manco per mezzo secondo, tanto è l'amore che merita ❤

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  5. superfico, mi è piaciuto da matti questo film ^^

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U