venerdì 29 marzo 2013

Quella casa nel bosco


La narrativa horror (sia chiaro che col termine narrativa intendo do tutto ciò che concerne la narrazione, quindi film, fumetti, libri e via dicendo) è qualcosa che adoro. Certo, forse per certi versi sono più portato per i film drammatici, ma certe cose le trovo unicamente nell'horror. Peccato che, specialmente nel cinema, questo sia uno dei generi più blasonati e abusati di sempre, tantoché si arriva ad avere un sovraccumulo di materiale che finisce per fluire unicamente nella banalità. O peggio, nella stupidità. O ancora più degenerando, nell'inutilità. Tanti horror che ho visto di recente possono definirsi unicamente inutili, proprio perché non sono salvabili da nessun punto di vista. Alla lunga è un po' come vedere le Veline, sempre carine e fatte al punto giusto, ma nulla che le differenzi da quelle che c'erano prima, o d quelle che ci saranno dopo. E il vedere un qualcosa che si affasella sui propri stereotipi fino a diventare la copia del film precedentemente prodotto, è un qualcosa che odio. Tranne quando questi stereotipi sono gestiti da Joss Whedon e Drew Goddard...

Un gruppo di cinque amici (una ragazza ancora vergine, un fattone, l'atleta della scuola, la sua ragazza e un nigga intellettuale) partono per quello che dovrebbe essere un tranquillo weekend festaiolo nella casa del bosco del titolo a base di birra, gnocca, birra, divertimento, birra, nuotate al lago e... birra l'ho già detto? Peccato che non tutto va secondo i loro piani. Una malevola organizzazione sta seguendo in diretta il loro pernottamento, e degli zombie sembrano decisi a eliminarli uno ad uno. E questo è solo l'inizio...

Chi sono Joss Whedon e Drew Goddard? Il primo è una superstar della sceneggiatura, colui che ha creato la serie tv Buffy the vampire Slayer, portandola avanti anche in un ideale univero fumettistico, e che nei fumetti ha saputo brillare grazie alla testata di casa Marvel Astonishing X-men, creata appositamente per lui. Nel cinema ha avuto modo di sfornare il tiepido Serenity e il kolossal campione d'incassi The Avengers, oltre che ad aver partecipato alla sceneggiatura di Toy Story. Insomma, uno che non scherza. Il secondo è cresciuto sotto l'ala protettrice del mentore appena citato, partecipando alla sceneggiatura di alcune puntate delle ultime serie della biondina ammazzavampiri, fino a che non ha debuttato sul grande schermo scrivendo la sceneggiatura di quel gioiellino di Cloverfield. Questo è il suo debutto ufficiale anche come regista, e guardacaso lo fa scrivendo a quattro mani con Whedon lo script di quest strampalato horror movie estivo, che mi son visto con colpevole ritardo e su consiglio di un amico. Diciamoci, la sinossi non invoglia molto a iniziare la visione, proprio per paura di incappare in tutti quelli stereotipi che ho accennato nel primo paragrafo, e invece... invece un cazzo, incappiamo proprio in tutti i fondatissimi timori che avevamo a inizio visione. Il che stranamente è proprio il piatto vincente di questa pellicola. L'intento dei due autori è quello di iniziare con la trama più rodata e scontata possibile, più vista delle grazie di una battona sulla statale, decostruendola mano a mano che i minuti proseguono, infarcendo poi il tutto di sano citazionismo, che male di certo non fa. Fra prestiti a La casa e via dicendo, quindi, vediamo la classica storia horror dipanarsi sullo schermo, fino a che tutto va in malora, diventando tutto il contrario di quello che era all'inizio. Gli zombi arrivano nelle maniere più impensabili, le morte si fanno comiche e spassose, e il mistero intorno all'agenzia che ordisce il massacro diventa esilarante, portando il tutto sul piano dell'autoparodis-mo. E leggete bene, perché ho appena scritto che questo film è autoparodistico, non ridicolo, che son due cose diverse. Tutti i momenti ridanciani sono espressamente voluti dagli autori, che danno l'idea di essersi davvero divertiti nell'imbastire una trama così lineare ma al contempo sgangherata, dove ogni pretesa di prendersi sul serio è dimenticata. Se ne ha per tutti, fino all'incredibile e beffardo finale, dove avremo modo di vedere l'efficiente cammeo della mitica Sigourney Weaver. Se la sceneggiatura si rivela essere il piatto forte del tutto, con questo uso-non-uso degli stereotipi e del loro conseguente ribaltamento a qualcosa di nuovo ed originale, la regia invece si mantiene unicamente funzionale. I guizzi creativi si contano sulle dita della mano, ma non per questo possiamo dire che Goddard sia incapace. Semplicemente, fa quel che deve, senza dare un particolare tocco di maestria al tutto, dimostrando che oltre ad un ottimo sceneggiatore è anche un discreto regista. Poco da dire sul cast invece, abbastanza anonimo a parte per le due interpreti femminili di media gnocchezza e popputaggine, che si fa valere unicamente per la partecipazione di Chris Hemsworth (da qui capite tutto...), divenuto celebre sempre col merito di casa Marvel per aver interpretato il dio asgardiano del tuono Thor. Se non si fosse capito, io ve lo consiglio caldamente se siete stufi dei soliti horror triti e ritriti e volete vedere un qualcosa d'intelligente, abbastanza intelligente da non prendersi minimamente sul serio manco quando dovrebbe. Vedere questa pellicola mi fa pensare a cosa sarebbe potuto diventare John dies at the end se avesse avuto maggior consapevolezza di scrittura, mentre il rileggere questa recensione mi fa chiedere se tutti questi link erano necessari... 

Sicuramente però per certi versi lo è questo film, nella speranza che i produttori possano comprendere che alle volte osare porta a dei benefici.


Voto: 

6 commenti:

  1. bella recensione, devo recuperarlo. Quindi se ho ben capito è un elogio al genere, un po' primo Raimi e primo Jackson...

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    1. Esatto, solo con un ciccino in più di CGI :-P

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  2. secondo me può essere un nuovo punto di partenza per il genere...per me è stato una bellissima sorpresa...

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    1. Idem! Mi aspettavo il classico horror del chéz, e invece...

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  3. Ci sei andato troppo leggero Giacomo. Questo è un capolavoro di genere e uno dei film più geniali e originali degli ultimi anni. Straordinario. Oh, voglio vedere quando mi chiedi di metterti in blog roll eh, cazzi tuoi :)

    Non hai citato la scena cult dell'uscita di tutti i mostri??????

    fa parte già della Storia cazzo

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    1. Quella scena va vista con la giusta sorpresa, non me la sentivo di spoilerare una cosa simile XD

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U